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Risk management contrattuale

ARMONIA MUSICALE E RIASSICURAZIONE, SONO DAVVERO DUE DISCIPLINE COSI DISTANTI?

Daniele Boni6 min di lettura

ARMONIA MUSICALE E RIASSICURAZIONE, SONO DAVVERO DUE DISCIPLINE COSI DISTANTI?

Di DANIELE BONI Consulenza Strategica per Modelli Assicurativi e Riassicurativi “By Design”. 🎯 Supporto Compagnie, MGA e Intermediari a creare e potenziare reti distributive sul territorio e fondatore del progetto SIARD. 🎹 Organista

Cosa hanno in comune questi due testi, che affrontano tematiche e discipline apparentemente molto diverse tra loro?

  • Luigi Peracchio - Trattato di Armonia Elementare Pratica – Edizioni Casimiri (1956)
  • Clemente Persico – La Riassicurazione – Casa Editrice Cedam (1926)

Innanzitutto lo stile, molto discorsivo laddove lo scrittore tende ad interagire con il lettore con umiltà talvolta condita da tratti umoristici, tipica di coloro che un tempo avevano piena consapevolezza della propria preparazione e del valore che si trasferiva al discente.

Premetto che è sempre stata una mia prassi mettere il naso in testi molto datati o di rilevanza storica, per preparare esami su materie di mio particolare interesse, poichè rispetto agli attuali trattati di impostazione squisitamente tecnica, le tematiche vengono affrontate anche sotto una prospettiva storico culturale e filosofica.

Tutto questo permette di capire meglio la necessità e i bisogni che hanno portato l'uomo a servirsi di questi strumenti.

Nel corso della preparazione per l’esame di abilitazione alla intermediazione Riassicurativa, ho scoperto delle analogie molto sorprendenti rispetto a quando da ragazzo mi accingevo a dare quello di Armonia e contrappunto musicale.

Superata la prova, ho dedicato in questi mesi del tempo a titolo di curiosità personale ad approfondire questa mia impressione e, anche grazie alla IA utilizzata sempre con occhio molto critico, verificando e depurando alcune palesi estremizzazioni quando non vere e proprie fesserie – ho ottenuto delle sorprendenti conferme che, unitamente a delle mie considerazioni, vado di seguito a riassumere.

L'armonia classica e la riassicurazione condividerebbero dunque una serie di concetti strutturali che, pur appartenendo a mondi diversi, utilizzano una terminologia comune o analoga per descrivere la gestione dell'equilibrio e del rischio.

Entrambe nascono come strumento atto a governare la complessità di un sistema nel tempo - suoni o rischi per l'appunto - attraverso regole che trasformano tensione e rischio in stabilità e continuità, evitando "cacofonie" o "insolvenze di tipo finanziario".

Uno si esprime nel tempo musicale, l’altro nel tempo economico; entrambi permettono al sistema di durare senza collassare.

Pensiamo anche al lessico comune, come nel caso più evidente del termine "Trattato".

Dal punto di vista generale, cosi come l’assicurato finale non ne percepisce l’esistenza poichè il rapporto verticale si sviluppa tra l'assicuratore (cedente) e il riassicuratore (cessionario) come chiaramente espresso dall’art.1929 Cc , cosi l’ascoltatore finale non percepisce le regole che governano consonanze e dissonanze nella progressione del testo musicale, ma ne beneficia in modo inconsapevole.

In entrambi i casi la teoria è cristallizzazione dell’esperienza, non invenzione arbitraria.

Il trattato è sedimentazione di pratica storica - Palestrina, Bach, Rameau, Schönberg - , non nasce da teoria astratta, ma da osservazione di ciò che funziona.

Le strutture contrattuali della Riassicurazione derivano da decenni di esperienza sinistri, le clausole esistono perché eventi reali ne hanno dimostrato la necessità.

Il trattato codifica regole, consonanze/dissonanze, preparazione e risoluzione, condotta delle parti, che non eliminano la creatività, ma la rendono controllabile e comprensibile con l’obiettivo è evitare instabilità non intenzionali.

Nei contratti riassicurativi proporzionali, non proporzionali le clausole, limiti, eccedenze e quant'altro formalizzano regole di trasferimento del rischio, non lo eliminano, ma lo rendono gestibile e sostenibile. L’obiettivo è evitare volatilità eccessiva o default non controllati.

In armonia classica la dissonanza crea tensione, che è accettabile solo se preparata e risolta, il cui eccesso distrugge la forma.

In Riassicurazione il rischio sinistri gravi, eventi catastrofali è inevitabile. Il sistema funziona se il rischio è assorbito, diluito o trasferito e un rischio non coperto o mal strutturato in origine destabilizza l’impresa.

La riassicurazione sarebbe dunque la risoluzione armonica del rischio: non nega la tensione, ma la canalizza.

Molto interessante questo schema in ordine alla gerarchia funzionale e analogia concettuale, anche se personalmente il ruolo della "dominante" lo vedrei più calzante alla "sensibile" :

Armonia : Riassicurazione e Funzioni comuni

Tonica : Retention - Punto di stabilità primaria

Dominante : Layer di eccesso - Massima tensione prima del rilascio

Sottodominante : Co-riassicurazione - Transizione e distribuzione

Funzione armonica : Funzione - di copertura Ruolo sistemico

Distribuzione Ripartizione delle note tra le diverse voci - Soprano, Alto, Tenore, Basso - per evitare "vuoti".

Ripartizione del rischio tra più soggetti per evitare un impatto finanziario eccessivo su una singola compagnia.

Entrambe le discipline mirano a un ottimo economico, non ad un massimo assoluto

I termini realmente condivisi non sono casuali appartengono a un lessico tecnico astratto e questo spiega perché parole come eccedente, limite, risoluzione, proporzione, equilibrio funzionino perfettamente in entrambi i campi.

Daniele Boni